Traduzioni sportive: dall’Inghilterra al resto del mondo

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19Nov '18

Traduzioni sportive: dall’Inghilterra al resto del mondo

Le traduzioni sportive, oramai, sono alla base della diffusione di contenuti circa qualsiasi sport. Sono essenziali di modo da informare un pubblico estero circa fatti e personaggi legati ad un contesto geografico preciso.

Quanto il calcio europeo e più in generale quello internazionale debbano all’Inghilterra è noto. Sono stati gli inglesi ad inventare lo sport più popolare del globo e sono stati loro ad esportarlo al di fuori dei propri confini nazionali. I britannici inventarono regole, moduli, stili di gioco ed un linguaggio che a partire dagli albori – il calcio nacque in Inghilterra verso la seconda metà del diciannovesimo secolo e qualche decina di anni dopo raggiunse l’Europa continentale, per poi diventare lo sport più popolare in diversi paesi verso la fine della Grande Guerra – fino ad oggi, sebbene il calcio si sia evoluto, ha conservato parte della sua terminologia originaria. Parole quali tackle, gol – la cui traduzione più classica in inglese non c’entra col calcio, significa meta od obiettivo – e offside sono conosciute internazionalmente e quasi sempre associate al mondo del calcio. Ciò avvenne in egual misura con altri sport, e da qual momento un linguaggio internazionale a base di anglicismi prese piede a livello globale andando a influenzare il mondo delle traduzioni sportive negli anni a venire.

Le traduzioni sportive, e nella fattispecie quelle calcistiche, avrebbero avuto un impatto sulla diffusione del calcio: alle volte il termine sarebbe stato adottato con semplicità, mentre in altri casi si optò per una traduzione locale.
Tuttavia, l’adozione del calcio non fu sempre immediata: ad ostacolarne lo sviluppo in una prima fase sarebbero state le sue caratteristiche fondanti, peculiari per quei tempi, come l’enfasi sullo scontro fisico ed il rischio di infortunarsi, un problema estremamente serio data l’impreparazione a quel tempo nel contrastare certi inconvenienti e l’impossibilità per buona parte della popolazione di far fronte alle spese relative alle cure. Anche perché il calcio nel giro di pochi anni avrebbe attecchito attorno agli ambienti delle fabbriche e sarebbe diventato lo sport del proletariato, un motivo in più per il quale sarebbe stato ostracizzato.

Lo sviluppo del pallone all’interno dell’Europa continentale, sebbene sia datato pressoché ovunque attorno alla fine del diciannovesimo secolo, fu diverso tra paese e paese.

In alcuni casi, come avvenne in Germania, la forte concorrenza di uno sport nazionale – la ginnastica – avrebbe impedito al calcio di diffondersi in maniera capillare. Qui, l’idea che un prodotto tipicamente inglese, denominato football, potesse prendere il sopravvento sullo sport tradizionalmente praticato dall’élite locale non era ben vista. Proprio per questo motivo, quando il calcio iniziò a diffondersi, coloro che prendevano parte alle partite nelle strade, nei vicoli abbandonati o nei giardini si guadagnarono ben presto il soprannome di Fusslummelei, ovvero delinquenti del pallone. Ma con la fine della Grande Guerra l’ascesa del pallone fu incontenibile: la pratica del calcio si era diffusa tra i soldati tanto sul fronte orientale che su quello occidentale, e a partire dal 1918 diversi club sarebbero nati a macchia d’olio attorno alle principali città tedesche. Uno dei modi attraverso i quali il calcio ebbe modo di diffondersi in Germania fu la presa di distanza dagli anglicismi che circondavano quel mondo e che invece avrebbero attecchito altrove. Ciò consentì al calcio – o al fussball – di presentarsi come uno sport tedesco, e a partire da quel momento sarebbe diventato popolare anche tra le confraternite universitarie. Il termine gol, ad esempio, sarebbe stato rimpiazzato dal più tedesco tor. Allo stesso modo, le squadre che man mano sorgevano all’interno della Repubblica di Weimar adottavano nomi che rimandavano all’identità locale, come ad esempio Germania, Teutonia o Deutschland.

La diffusione del calcio e del linguaggio che lo caratterizzava, e di conseguenza qualche anno dopo delle traduzioni sportive, ebbe invece una svolta diversa in Austria. Qui il marchio inglese fu evidente fin da subito con la fondazione dei club più antichi della capitale: il First Vienna 1894 e il Vienna Cricket and Football Club. Come si evince dai nomi delle società i fondatori di tali club non avevano mascherato le loro origini. Nel caso del Vienna Cricket and Football Club, come sarebbe avvenuto anche in Italia coi primi club fondati, ovvero il Milan ed il Genoa, la società era nata grazie ad immigrati inglesi che avevano creato un club atto a diffondere la pratica dei due sport più praticati nella madrepatria. Proprio per questa ragione, una serie di termini inglesi divennero popolari fin da subito, come ad esempio goalkeeper, back, halfback o forward. A ben vedere, il calcio qui era nato come un passatempo riservato agli impiegati inglesi mandati a Vienna dalle loro società che grazie alla pratica di cricket e calcio avevano la possibilità di riempire il proprio tempo libero. In un primo momento, le squadre sorte a Vienna sarebbero state interamente composte da giocatori inglesi, il che rendeva spesso superfluo tradurre le regole o modificare alcune terminologie. Oltretutto, man mano che i giocatori austriaci venivano integrati nei club, questi apprendevano le regole dai loro colleghi inglesi, come avvenne nel caso del First Vienna 1894 grazie ai giardinieri del barone Rotschild. Furono proprio degli immigrati inglesi a Vienna ad inventare la prima competizione internazionale per squadre di club, denominata Challenge Cup. A partire da quel momento, tutto ciò che avrebbe caratterizzato il calcio austriaco e che gli sarebbe stato proprio ed esclusivo avrebbe trovato una sua definizione tedesca: lo stile di gioco che avrebbe caratterizzato il Wunderteam negli anni ’30, ad esempio, sarebbe passato alla storia come Scheiberlspiel.

Gli ultimi anni del diciannovesimo secolo videro il calcio diffondersi anche in Ungheria. Precisamente, fu nel 1895 che prima a Budapest e successivamente nelle città minori e nelle campagne ungheresi diversi termini inglesi legati allo sport iniziarono a guadagnare popolarità. Esistono diverse versioni circa l’apparizione del calcio in Ungheria, e nessuna di queste ne attribuisce la paternità ad un inglese. Secondo gli storici, il pallone sarebbe arrivato a Budapest grazie a studenti o diplomatici ungheresi che avevano trascorso periodi più o meno lunghi in Inghilterra. Ma anche qui, il calcio faticò a farsi strada e venne aspramente osteggiato dall’élite locale che spesso denunciava infortuni e contusioni a cui gli ungheresi non erano mai stati soggetti fino a qualche tempo prima. In realtà, in quegli anni erano stati diversi gli sport che avevano fatto breccia in Ungheria. Accadeva spesso, infatti, che operai ungheresi inviati all’estero facessero tesoro delle conoscenze maturate e decidessero di importarle. Nacquero terminologie inglesi attorno a canottaggio, tennis, boxe, ovviamente, attorno al calcio. Come la parola football, che col tempo sarebbe stata rimpiazzata dalla più ungherese labdarúgás, goal, seguito da termini correlati quali goal-line, goalkeeper o goal-kick, o offside, giusto per citarne alcuni. Le traduzioni sportive o comunque quelle legate al calcio era però ancora inesistenti o quasi: non esisteva ancora una letteratura di riferimento.

La presenza di un ampio gergo comune a livello sportivo – e calcistico nello specifico – mutuato dall’inglese fa sì che, nel momento in cui un traduttore si trova a dover tradurre un testo che rimanda al mondo del calcio o più in generale ad effettuare traduzioni sportive, egli debba tener conto di due fattori: tali terminologie sono largamente condivise ed accettate tra gli appassionati a livello internazionale, e sebbene in diversi casi esista una traduzione anche in lingua straniera, questa è solitamente più inusuale del suo corrispettivo inglese. Basti pensare all’Italia, dove la parola inglese goal viene alle volte tradotta con rete, ma goal rimane più utilizzato come termine.

Lingua Valley (https://www.linguavalley.com/) è una società di servizi linguistici da anni specializzata in traduzioni sportive e riguardanti il mondo del calcio. Traduciamo libri, saggi ed articoli accademici per professionisti o privati.

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